I gravi danni del miele

Miele

Il miele è una la sostanza zuccherina elaborata dalle api mellifere che ha origine dal nettare dei fiori o dalla melata. Esso viene considerato da diversi anni un alimento salutare. La credenza popolare sostiene che sia perfettamente sicuro per il consumo umano e che si possa usare abitualmente come dolcificante, questa però è un’illusione.

I processi e gli acidi utilizzati per ottenere questo prodotto non sono in sintonia con il nostro metabolismo: il miele è dannoso per i denti, per la digestione e persino per il sistema nervoso.
Questo prodotto contiene diverse sostanze nocive per la salute, a partire dallo zucchero, il quale, non è meno pericoloso degli zuccheri raffinati.

Diversi studi hanno dimostrato che il miele contiene residui di ferro e vitamina B insufficienti per la metabolizzazione; in altre parole non solo non contiene una dose sufficiente di vitamine e minerali ma ci “deruba” addirittura delle nostre.
Inoltre l’Università dello stato dell’Oregon (USA) ha costatato che alcuni tipi di miele possono contenere sostanze cancerogene estratte da alcuni tipi di fiore. Stravaganti asserzioni reputano il miele un cibo miracoloso poiché è dimostrato scientificamente che abbia potere antibatterico.

In tutto questo però non si tiene conto del fatto che tutto ciò comporta la distruzione anche dei batteri “buoni”, ad esempio quelli che aiutano nella digestione del cibo e quelli che aiutano nella sintetizzazione della vitamina B12.

Possiamo quindi sostenere dal punto di vista salutare che il miele è nocivo per l’uomo, mentre, per quanto riguarda discorsi etici, i metodi di produzione industriale del miele sono alquanto barbari.
Le api, infatti, prima di essere uccise vengono sottoposte a manipolazioni continue, regimi alimentari forzati e innaturali, inseminazione artificiale, trasporti spossanti e vivisezione.

L’industria degli apicoltori non si limita a sottrarre alle api il miele prodotto in eccesso ma, al contrario, spesso estrae tutto quello immagazzinato nel periodo estivo e nutrono le colonie con sciroppo di zucchero per tutto l’inverno. Questo processo non e’ un equivalente adeguato della dieta naturale delle api, le quali, attraverso questi processi innaturali vengono esposte a diverse malattie.

Per estrarne facilmente il miele spesso si riscalda l’alveare, le api spinte dal calore volano verso un’uscita dove vengono catturate in un cono metallico e in mancanza di uscite, per eliminare le api fuggitive, si usa una griglia elettrica. Uno dei più evidenti segnali della sofferenza implicita nell’allevamento delle api è la difesa dell’alveare che mettono in atto pungendo gli apicoltori.

Tutto questo potrebbe essere perfettamente evitato cercando di sostituire il miele con i prodotti derivanti dall’agave, una piante prodotta principalmente in Messico e molto più dolce del miele.

Fonte

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