Milano: Ai Rom 600 euro dal Comune per l’affitto

campi nomadiIl Comune di Milano dà il via all”operazione “integrazione” per le popolazioni nomadi presenti sul territorio metropolitano; in parole povere, per aiutare l’integrazione dei Rom, sul territorio Milanese, viene aperto un bando, che vedrà coinvolte le associazioni umanitarie, onlus, caritas eccetera, le quali aiuteranno i “nomadi” a trovare una casa e ad usufruire di un budget mensile di 600 euro a famiglia per aiutarli a pagare l’affitto. Ad onor del vero, questi soldi non verranno dati agli “eventuali” inquilini, ma il pagamento verra’ effettuato dalle associazioni stesse ai vari locatori. Nulla di male se ragioniamo in una stretta visione di integrazione a tutti i costi, ma vista la situazione economica del nostro paese, credo che questa operazione assuma i contorni della “presa per i fondelli” della popolazione autoctona.

Cerco di riassumere la mia posizione per sommi capi:
Primo, l’integrazione avviene solo per chi vuole integrarsi e non per una popolazione che non ha assolutamente la volontà’ di farlo, l’integrazione avviene fra due parti, dove ogni parte fa il possibile perché questo avvenga; non esiste un sistema di integrazione a senso unico, mi spiego non e’ che a tutti i costi io devo integrarti anche se tu non vuoi, o peggio o mi integri o io ti creo il problema. Credo che, in particolar modo qui a Milano, stia succedendo questo. Siamo di fronte ad un ricatto, costante e perpetuo, della popolazione nomade, in particolare quella Rom, rispetto alla cittadinanza e l’amministrazione Milanese, quest’ultima non esce dallo schema del “poverino bisogna aiutarlo, in fondo sono nostri fratelli”. La popolazione rom ha più e più volte ribadito a parole e con fatti che non ha nessuna intenzione di integrarsi.

Ricordo una regola universale: paese che vai usanze che trovi. Ergo se vuoi vivere nella nostra societa’, o stai alle regole oppure vai. Uso, in questi casi, sempre la metafora dei tagliatori di teste della Papuasia (ammesso che ne esistano ancora), stando a questa prassi, se vivessero a Milano dovremmo concedergli la loro tradizione del taglio e successiva imbalsamazione della testa!
Secondo, qualcuno eccepisce sono cittadini italiani di etnia Rom, di più sono residenti a Milano, non si possono mandare via. Bene lungi da me di parlare di allontanamenti , scatterebbe immediatamente qualche buona anima che mi parlerebbe della persecuzione degli zingari, che come gli Ebrei furono “sterminati” dai Nazisti. Bhe avendo avuto lo scrivente, un nonno a Mathausen, perche’ non allineato, non credo che questa cosa debba definire che da qui all’eternità, noi si debba pagare all’infinito, scusate la crudezza e la sincerita’. Per finire se sono italiani che stiano alle regole e ai doveri di tutto il resto di compatrioti. Avete mai sentito parlare di affitti pagati perchè italiani??
Terzo e chiudo, vista la situazione di indigenza di tanti connazionali e milanesi, che non arrivano alla fine del mese, occorre davvero regalare 600 euro ai rom che di integrazione non ne voglion sentir parlare? Chi sono forse il nuovo popolo eletto?
Cari Granelli e Majorino, un occhio di riguardo ai nostri anziani? disoccupati? giovani? noooo!??!?!?!

Fonte

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