Tumori e telefonini, nuovo allarme

Tumori e telefonini

L’agenzia Ue per l’ambiente rilancia l’allerta per il legame tra cellulari e insorgenza di tumori. “Anche se non esiste chiarezza scientifica sulla relazione tra l’utilizzo del cellulare e tumori al cervello, da studi e ricerche è sempre più solida l’evidenza di questo legame”, ha affermato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’Aea, in occasione del lancio dell’ultimo rapporto “Late Lessons from Early Warnings, volume 2”.

Nel rapporto vengono analizzati diversi casi dove gli allarmi sono stati ignorati, fino a quando il danno da nuove tecnologie o sostanza chimiche non è stato evidente. L’invito lanciato dal rapporto è quindi quello di adottare il principio di ‘precauzione’ per ridurre potenziali pericoli.

Il rapporto fa anche riferimento all’Organizzazione mondiale della Sanità che nel 2011 ha definito la possibilità che i campi elettromagnetici siano cancerogeni. Secondo gli studi citati dal rapporto dell’Aea, sono gli under 20 la categoria più vulnerabile rispetto al rischio tumori all’orecchio e al cervello.

“Sono preoccupata dall’esposizione generale di bambini e ragazzi, che ad esempio mettono il cellulare la notte sotto il cuscino e la loro attività del cervello è disturbata”, ha spiegato McGlade.

“Secondo alcuni studi il cellulare – ha aggiunto il direttore dell’Aea – può rallentare lo sviluppo cognitivo dei teenager, perché ha un impatto maggiore” su una corteccia cerebrale più sottile e una testa più piccola, dove il cervello continua a svilupparsi fino ai 20 anni. Bando quindi alle stazioni WiFi e a cellulari accesi nella stessa stanza in cui si dorme e largo all’uso degli auricolari, che riducono l’esposizione alle onde elettromagnetiche.

“Paesi come Francia e Germania hanno consigliato l’uso degli auricolari” ha sottolineato il direttore dell’Aea. “Le persone – avverte McGlade – devono essere più vigili, perché è vero che in un periodo di dieci anni le versioni dei cellulari sono cambiate venti volte e i telefoni sono sempre più piccoli, ma è anche vero che il periodo di latenza dei tumori è molto lungo e gli effetti dell’uso degli anni ’90 si cominciano a vedere adesso”.

Fonte

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