Carbone a Brindisi. ‘Bambini i più colpiti dall’inquinamento’

campagna greenpeace

Getto pericoloso di cose, danneggiamento delle colture e insudiciamento delle abitazioni. È partito ieri a Brindisi il processo che vede imputati 13 dirigenti Enel della centrale a carboneFederico II.

Intanto Greenpeace ha lanciato una campagna per richiamare l’attenzione sugli impatti sanitari delle centrali a carbone di Brindisi, che “come quelli di qualsiasi impianto alimentato con la stessa fonte, sono enormi”.

“La popolazione più esposta a quei mali sono i bambini, spesso colpiti dagli inquinanti ancor prima di nascere”, ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha segnalato nel 2011 la centrale Enel di Brindisi come il sito industriale più inquinante d’Italia. Secondo l’Agenzia della UE le emissioni di quell’impianto (in riferimento ai dati del 2009) determinano una mortalità prematura stimabile in 119 casi l’anno. A questi andrebbero sommati gli impatti dell’impianto di Brindisi Nord di Edipower, che ha appena ottenuto una nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per tornare a lavorare a pieno regime.

Come riporta Greenpeace in una nota, la letteratura scientifica internazionale è concorde nel segnalare che i danni sanitarimaggiori prodotti dal carbone si riscontrano nei bambini. Diversi studi mettono in luce, ad esempio, i danni neurologici provocati ai bambini dal mercurio che fuoriesce dalle centrali (L.Trasande et al. Public Health and Economic Consequences of Methyl Mercury Toxicity to the Developing Brain. Environ Health Perspect. 2005 May ); altri indicano gli enormi impatti sul sistema respiratorio infantile (A.Millman et al. Air Pollution Threatens the Health of Children in China. PEDIATRICS Volume 122, Number 3, September 2008 ).

Greenpeace chiede un progressivo abbandono, entro il 2030, del carbone: una fonte energetica fortemente dannosa per la salute e la più impattante sul clima globale.

Intanto la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica in rete per invitare i cittadini a dare il loro parere su come migliorare la politica sulla qualità dell’aria in Europa. In Europa infatti  sono 350 mila i decessi prematuri annui causati dall’inquinamento atmosferico.

I risultati della consultazione confluiranno nella proposta di revisione globale delle politiche europee sull’inquinamento dell’aria prevista per il prossimo anno. La consultazione sarà perta fino al 4 marzo 2013. Per partecipare basta cliccare qui.

Fonte

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