La versione della Reuters sui fatti di ieri in Italia


La versione della Reuters sui fatti di ieri in Italia
ROMA – Segue la cronaca dei fatti di ieri realizzata dalla Reuters. Il resoconto infarcito astutamente con brevi frasi che addossano tutta la colpa degli scontri di ieri alla gente, vorrebbe far pensare, come sempre, che dai manifestanti pacifici si sia diviso un gruppo di violenti e facinorosi che poi le forze dell’ordine hanno cercato di tenere a bada.

Abbastanza differente da cio’ che si vede nei video dove e’ la polizia la prima ad attaccare. Comunque ecco il resoconto che e’ completo per la citazione dei fatti. Abbiamo usato il grasseto per segnalare le parti in cui “i professionisti dell’informazione” cercano di stavolgere la verita’.

“Nella giornata europea della mobilitazione contro le politiche di austerity, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza oggi in molti paesi europei tra cui l’Italia, dove però la protesta organizzata dai sindacati è stata in parte oscurata dagli scontri tra giovani e forze dell’ordine a Milano, Roma e Torino.

Nella capitale si sono registrati gli episodi più violenti. Il bilancio della Questura parla di 18 persone identificate dalle forze dell’ordine e trattenute negli uffici, altre 126 la cui posizione viene passata al vagli dagli inquirenti, 16 feriti tra polizia e carabinieri, scudi e caschi sequestrati ai manifestanti.

I primi a scontrarsi con le forze dell’ordine sono stati i manifestanti del Blocco Studentesco – organizzazione legata al movimento di estrema destra Casapound – che cercavano di sfondare un cordone delle forze dell’ordine nei pressi di via del Corso diretto a Palazzo Chigi, dice la Questura di Roma, aggiungendo che nei tafferugli sono rimasti contusi due poliziotti e un carabiniere.

Secondo Blocco Studentesco, che ha pubblicato online foto dell’episodio, il corteo – non autorizzato e non legato alle manifestazioni di Cgil e Cobas – è stato caricato dalle forze dell’ordine.

Più tardi, c’è stata una vera e propria battaglia tra studenti e altri manifestanti e forze dell’ordine sul Lungotevere, tra Ponte Garibaldi e Ponte Sisto. La Questura ha detto che i dimostranti hanno lanciato bombe-carta e che ci sono stati un numero imprecisato di fermi.

Testimoni hanno visto manifestanti lanciare sassi e bottiglie, ma anche giovani manganellati dagli agenti e lanci di lacrimogeni. Le forze dell’ordine hanno anche usato i furgoni per disperdere i manifestanti su Ponte Garibaldi.

Gli scontri si sono estesi anche al Ghetto, dove una parte dei manifestanti ha cercato riparo, nella zona di Porto di Ripa Grande, dove la polizia ha bloccato oltre 120 persone.

Gli episodi hanno provocato numerose reazioni politiche, tra chi ha espresso solidarietà ai manifestanti – soprattutto nell’opposizione di sinistra – e chi alle forze dell’ordine.

SCONTRI ANCHE A MILANO E TORINO

A Milano, dove sono state imbrattate le vetrine di alcune banche e della sede dell’Enel, una quarantina di manifestanti, abbandonato il corteo principale, si sono scontrati prima con la polizia – ferendo lievemente cinque agenti – e poi coi carabinieri dentro la stazione di Porta Genova, lanciando contro gli agenti sassi, bottiglie e fumogeni.

A Torino, dove sono scesi in piazza a migliaia, sono stati fermati per l’identificazione otto manifestanti. Diversi i blitz in città: nella sede dell’Agenzia delle entrate e in quella regionale del ministero delle Infrastrutture, della Provincia e nel cantiere del grattacielo che ospiterà Intesa SanPaolo. Qui i manifestanti hanno sfondato i cancelli che delimitano il cantiere, sono entrati e hanno danneggiato alcuni container mentre i poliziotti hanno lanciato lacrimogeni per disperderli.

CAMUSSO: “AUSTERITA’ STRANGOLA LAVORO”

Susanna Camusso, leader della Cgil – che per oggi ha proclamato quattro ore di sciopero generale, insieme ai Cobas – ha parlato di una “situazione molto grave” aggiungendo che l'”austerità sta strangolando il lavoro”.

Camusso ha parlato a Terni nel corso di una manifestazione partita dai cancelli della TyssenKrupp, mentre Cisl e Uil hanno deciso di non aderire.

Un’altra manifestazione significativa si è tenuta davanti alla Fiat di Pomigliano, teatro di uno scontro legale tra l’azienda automobilistica e la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici Cgil, sulla riassunzione di operai che hanno la tessera sindacale in tasca.

Al corteo nella cittadina campana hanno partecipato anche leader dell’opposizione, come Antonio Di Pietro dell’Idv e Nichi Vendola di Sel, oltre al sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Secondo l’Istat la disoccupazione a settembre è salita in Italia al 10,8%, il massimo da gennaio 2004; per i giovani tra i 15 e i 24 anni il tasso è del 35,1%.

Oltre allo stop di 4 ore (dalle 14 alle 18) per treni e traghetti, sul fronte della scuola e della pubblica amministrazione l’astensione dal lavoro è stata proclamata per 8 ore.

ARRESTI IN SPAGNA

Lo sciopero generale è stato indetto anche in Spagna e in Portogallo, paesi pesantemente colpiti dalla crisi, con uno spagnolo su quattro è disoccupato. E anche in Grecia – dopo lo sciopero di 48 ore della settimana scorsa mentre il parlamento votava nuovi tagli – è stata giornata di cortei e dimostrazioni, come in Francia e in Belgio.

In Spagna e Portogallo l’astensione dal lavoro ha provocato la cancellazione di centinaia di voli e il blocco di molti treni, la chiusura di fabbriche e porti.

La protesta coordinata a livello internazionale che “siamo davanti ad un momento storico per il movimento sindacale europeo”, commenta Fernando Toxo, capo del più rappresentativo dei sindacati spagnoli, Comisiones Obreras.

In Spagna 81 persone sono state arrestate dopo tafferugli ai picchetti organizzati davanti ai posti di lavoro o per il danneggiamento di negozi e vetrine.

Nonostante le proteste di piazza, i governi europei sono rimasti finora fedeli alla loro linea di rigore, con diversi economisti che sostengono che riduzioni della spesa e inasprimento fiscale siano necessari per rimettere l’economia in carreggiata dopo anni di finanza allegra”.

(Valentina Consiglio e Sonya Dowsett  reuters.it)

Fonte

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