Ha speso 100mila euro al videopoker, ma Maruccio faceva le leggi contro le slot

L’ex capogruppo Idv è stato arrestato con l’accusa di peculato. Avrebbe sottratto alle casse del partito un milione di euro, spendendone 100mila al videopoker. Curiosamente solo sei mesi fa aveva presentato una proposta di legge per limitare gioco d’azzardo e slot machine. Roma? «Un luogo di tentazione continua».

Ieri l’ex capogruppo dell’Idv alla Regione Lazio Vincenzo Maruccio è stato arrestato con l’accusa di peculato. Negli ultimi due anni avrebbe sottratto un milione di euro dalle casse del suo gruppo consiliare. Di quel denaro, almeno 100 mila euro sarebbero stati bruciati giocando al videopoker. Ironia della sorte, solo sei mesi fa lo stesso Maruccio aveva intrapreso una dura battaglia politica contro il gioco d’azzardo.

Lo scorso 31 maggio il responsabile dell’Italia dei Valori alla Pisana aveva depositato una proposta di legge in materia. È la numero 351, presentata assieme ai colleghi Bucci, Colagrossi Rodano e Tedeschi. A rileggerlo oggi quel documento fa quasi sorridere. «Misure per la prevenzione e il contrasto della ludopatia e per il monitoraggio e controllo del gioco d’azzardo e del gioco pubblico sul territorio regionale». Un supporto per i dipendenti dal gioco compulsivo. Una serie di proposte per contrastare quella che Maruccio non esitava a definire «una piaga sociale».

Il secondo articolo del testo, dedicato alle “definizioni”, forse ha qualcosa di autobiografico. Cos’è la ludopatia? Maruccio spiegava: «Per similitudine si può associare alle altre forme di dipendenza quali, per esempio, la tossicodipendenza». E ancora: «Il soggetto affetto da ludopatia non riesce più ad avere il controllo del proprio comportamento e le conseguenze dirette e indirette ricadono sia sul soggetto affetto dal disturbo, sia sul contesto familiare e sociale di appartenenza». Nonché, a giudicare dalle cronache di questi giorni, sulle casse del proprio gruppo consiliare.

I quotidiani in edicola lo descrivono proprio così. Vincenzo Maruccio “il bombardiere”, per la capacità di spendere tanto e in poco tempo. Per la facilità con cui avrebbe dilapidato un centinaio di migliaia di euro di fondi pubblici. Una slot machine dopo l’altra. Nella relazione alla proposta di legge l’ex capogruppo dipietrista si soffermava sul problema. «La ludopatia rappresenta una delle piaghe più pericolose del nostro tempo». Poi la denuncia: «Puntare denaro attraverso scommesse, slot machine, gratta e vinci, ma anche Lotto e Superenalotto può creare una dipendenza simile a quella degli stupefacenti, causando danni ingentissimi per i giocatori, per le famiglie e rivelandosi sempre più spesso anche anticamera dell’usura».

Intanto emergono alcuni particolari della vicenda. Nelle cronache spunta persino la sala giochi preferita da Maruccio. Si chiama Las Vegas slot room, si trova a Roma, sulla Collina Fleming, a due passi da Corso Francia. Qui, secondo le accuse, Maruccio veniva spesso. Stando ai verbali pubblicati oggi, uno dei titolari del locale ricorda che il politico avrebbe speso in un anno circa «100-120 mila euro». Soldi sperperati con rapidità, «anche 2mila euro in mezz’ora».

E dire che Maruccio aveva ben chiaro il rischio. «Cinquantamila slot machine e 294 sale gioco tra città e provincia, pari al 12 per cento del totale nazionale, fanno del nostro territorio un luogo di tentazione continua», spiegava allarmato alla Pisana. Un problema sociale, ma non solo. «Un affare così remunerativo – denunciava ancora Maruccio – non poteva non attrarre la criminalità organizzata».

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