Nel giorno delle nozze gay nel mondo, la Camera boccia il testo contro l’omofobia.

Lo riferisce Anna Paola Concia. Decisivo è stato l’asse Pdl-Lega-Udc che ha votato “no” al testo base, adottato con i voti di Pd e Idv: “Quelle stesse forze politiche devono vergognarsi” dice la deputata deputata del Partito Democratico.
Nel giorno delle nozze gay nel mondo, la Camera boccia il testo contro l'omofobia.
La Commissione Giustizia della Camera ha bocciato il testo base contro l’omofobia e la transfobia. A darne notizia è Anna Paola Concia del Pd, da sempre attivista nei movimenti a favore dei diritti degli omosessuali e prima deputata dichiaratamente gay.  A dire “no” al testo, che prevedeva l’estensione della legge Mancino e che era stato adottato grazie ai voti di Pd e Idv, è stata l’asse PdL-Lega-Udc  «con le sole astensioni di Carfagna e Ria» sottolinea la Concia. E’ curioso che questa bocciatura arrivi proprio nel giorno in cui, dagli Stati Uniti alla Francia, diversi paesi nel mondo hanno dato il proprio via libera alle nozze tra persone delle stesso sesso. Invece «in Italia – prosegue la deputata del Pd in una nota – una parte delle forze politiche del paese sono state capaci di bocciare una norma contro la violenza omofoba e transfobica. Quelle stesse forze politiche credo debbano vergognarsi. Anche per questo motivo, i Progressisti e Democratici italiani devono vincere le prossime elezioni: per non consegnare il governo del paese a questa destra così becera e primordiale».

L’andamento del voto in commissione Giustizia della Camera non è certo piaciuto a Nichi Vendola, leader di Sel. Questo il suo tweet:

In Francia i matrimoni e le adozioni omosessuali, in Italia bocciano il testo contro l’omofobia e la transfobia. Il voto decisivo? Dell’UDC.
— Nichi Vendola (@NichiVendola) Novembre 7, 2012

Deluso anche il responsabile diritti civili Idv Franco Grillini, leader storico dell’Arcigay: «Per l’ennesima volta – ha accusato-  è stato bocciato alla Camera il testo contro l’omofobia richiesto da tutte le organizzazioni omosessuali italiane. Il testo, a prima firma di Pietro-Palomba, chiedeva l’estensione della legge Mancino anche per i reati motivati dall’orientamento sessuale».

E Giulia Bongiorno, deputata di Fli, prova a rivolgersi al governo: «L`odierna bocciatura di un testo contro l`omofobia costituisce l`ennesima occasione gettata al vento sul versante della lotta ai cosiddetti crimini d’odio. Rivolgo un appello a questo governo, così attento alle istanze europee, affinché riconosca l`urgenza di un intervento legislativo in materia».

L’ex ministro delle pari opportunità Mara Carfagna prova a spiegare il motivo della sua astenzione nella votazione per la legge contro l’omofobia e la transfobia: «la proposta prevedeva l’estensione della cosiddetta Legge Mancino, del reato di opinione. Non da oggi ritengo che lo strumento più adeguato, che metterebbe il nostro Paese alla pari con gli Stati più moderni, sia l’introduzione di un’aggravante per reati commessi con finalità di discriminazione nei confronti di persone ritenute diverse».

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