Molti tumori al seno invasivi, regrediscono se non trattati

Una nuova ricerca pubblicata su The Lancet Oncology descrive la storia naturale dei cancri al seno rilevata nel programma svedese di screening mammografico tra il  1986 e 1990, che ha visto coinvolte 650.000 donne.

Dato che le lesioni al seno e i tumori e persino i cosidetti cancri al seno vengono rimossi invasivamente  e/o trattati prima che se ne possa determinare con certezza la gravità e minaccia sulla salute, c’è stata poca, se non assente, ricerca su cio’ che accade  quando vengono lasciati stare, ovvero lasciati alla loro storia naturale.

Questo studio mostra per la prima volta  che le donne che avevano  maggiormente ricevuto uno screening al seno hanno avuto cancro al senso invasivo con una incidenza  cumulativa maggiore di danni rispetto al gruppo di controllo che ne aveva ricevuto molto meno. Lo studio ha cosi concluso:

“Dato che la incidenza cumulativa tra i controlli non ha raggiunto quella dei gruppi sottoposti a screening , crediamo che molti cancri al seno invasivi diagnosticati con ripetute mammografie non si possano poi piu’ rilevare con uno screening alla fine di 6 anni; questo ci suggerisce che il decorso naturale di molti cancri al seno invasivi rilevati con screening, sia quello di regredire spontaneamente”

Dovremmo essere sorpresi?

Posto che il cancro al seno non è causato da una mancanza di screening al seno, o di chirurgia, o di radiazione, o di chemioterapia, non dovrebbe essere cosi difficile comprendere che se al corpo è data una opportunità di curare se stesso, spesso questi lo farà. Quindi quale miglior modo c’è di promuovere la guarigione se non quello di EVITARE procedure diagnostiche e chirurgiche NON necessarie nonchè esposizioni a sostanze chimiche e radiazioni?

Una nuova ricerca finanziata dal National Cancer Institute (USA ndt)  e pubblicata negli Annals of Internal Medicine, ha effettivamente rivelato che fare una mammografia annuale porta ad un aumento di rischio di risultati falsamente positivi e biopsie non necessarie, rispetto a mammografie fatte ogni 2 anni.

Dopo aver analizzato piu’ di 386.000 mammografie di circa 170.000 donne in un periodo di 10 anni, lo studio ha trovato che il 61 percento di coloro che avevano ricevuto una mammografia annuale, almeno una volta venivano richiamate per un controllo, anche se non avevano un cancro. In aggiunta a queste, il 7-9 percento aveva ricevuto una biopsia non necessaria. Questo viene paragonato al 42 per cento e rispettivamente  al 5-6 per cento di donne che hanno fatto la mammografia ogni 2 anni.

Inoltre, la ricerca ha mostrato che le mammografie annuali non erano piu’ efficaci nell’identificare cancri nello stadio avanzato, rispetto a quello dell’altro gruppo di “ogni 2 anni”.

… i risultati generali hanno portato Rebecca Hubbard, a capo della ricerca, a dire che i falsi positivi sono semplicemente “una parte del processo dello screening mammografico” . Purtroppo questo significa anche che molte donne sono sottoposte ad uno stress maggiore nonchè a trattamenti potenzialmente invasivi e dannosi senza alcuna ragione!

Fonte

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