SCIE CHIMICHE: LE PREOCCUPAZIONI DEI TOSCANI E LA RISPOSTA DELL’ARPAT

La questione delle “Scie Chimiche” sta destando sempre più attenzione e preoccupazione in Toscana, anche in chi ipotizza possibili danni o interazioni con le colture agricole. Interessante notare come l’organo preposto ad eventuali controlli (l’ARPAT) affermi nell’articolo sulla Nazione del 19 Aprile di aver avviato un “approfondimento” sulla “letteratura esistente”, mentre, solo pochi giorni prima rispondeva con una curiosa sicumera ad una interrogazione di alcuni comitati di cittadini preoccupati con la lettera ufficiale che qui di seguito riportiamo…



La risposta, giunta a distanza di TRE ANNI dall’invio delle segnalazioni ricalca quasi pedissequamente quanto riportato Wikipedia (non certo una fonte “scientifica” o “ufficiale”).
E’ questa la “letteratura” da consultare?
Rilevando che tre anni sembrano eccessivi per un lavoro di copia/incolla riteniamo interessante leggere quanto risposto ad ARPAT da uno dei promotori dei comitati toscani.

“Dott. Alessandro Franchi, molto tempo fa ho denunciato presso Arpat la presenza preoccupante di velivoli a bassa quota che rilasciano sostanze che permangono in cielo per giornate intere, le cosiddette scie chimiche. Adesso, dopo ben 3 anni, ricevo la sua risposta che mi lascia delusa e anche arrabbiata. Delusa perché lei non ha fatto che copiare quello che da anni le istituzioni ripetono. Ci volevano 3 anni per rispondere il niente? Ci sono ben 16 interrogazioni parlamentari, alcune delle quali non hanno mai ricevuto risposta, e quelle poche risposte date dai vari ministeri negano la presenza di anomalie nei nostri cieli con le stesse sue argomentazioni inconsistenti. Arrabbiata perché lei asserisce che il tema “non rientra strettamente” nei compiti di Arpat. In questi anni ho scritto a sindaci, società della salute, partiti, giunte comunali, consigli comunali, al NOE (Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri) e ogni volta mi veniva risposto (quando si degnavano di rispondere) che era affare dell’Arpat. Nel febbraio 2009 Arpat mi rispondeva che dovevo rivolgermi al Ministero della Difesa. Chi ci ascolta noi cittadini? Chi difende la nostra salute e quella dell’ambiente in cui viviamo? Lei dice che “non è stata trovata evidenza scientifica” per ritenere plausibile l’interpretazione data. Devono essere le istituzioni come quella di cui lei fa parte, a dare una risposta scientificamente valida ai cittadini, per spiegare una buona volta cosa stanno rilasciando in cielo e perché. D’altra parte lei NON porta alcun documento scientifico; infatti non credo si possano ritenere tali i documenti redatti da Nimbus e da MeteoRomagna. Quest’ultimo in 43 pagine dice e si contraddice continuamente, forzando dati e leggi fisiche, chiamando quelli che si pongono domande “cospirazionisti”…..con quale diritto “scientifico” etichettano i cittadini che legittimamente chiedono spiegazioni? Per quanto riguarda Nimbus, le allego la lettera che un meteorologo, il I° M.llo Esperto Meteo Domenico Azzone, ha inviato proprio a Nimbus oltre 2 anni fa. Ovviamente si sono guardati bene dal rispondere alle precise obiezioni e osservazioni di un esperto. Lo capisce anche un bambino che quegli aerei che a decine e decine quasi ogni giorno e notte, volando a bassa quota (proibita per gli aerei commerciali), rilasciano intenzionalmente qualche sostanza che crea nuvole artificiali che offuscano il sole. E non mi venga a dire che “risultano spesso visibili anche quando si trovano a quote piuttosto elevate”. Questa frase è volutamente imprecisa. 


Se io vedo un aereo, completamente bianco, senza livrea, volare così basso che posso distinguerne chiaramente la sagoma, che non risulta avere il transponder acceso (non appare intercettato dal programma flightradar24), che non compare negli orari dei voli civili, che spruzza qualcosa, fa una curva, torna indietro, si incrocia con altri simili…..non posso credere che si trova a 10-12 km. di distanza, che ha sbagliato rotta, che ha dimenticato di chiudere il gas a casa, che è lontano ma sembra vicino, che lassù possono esserci -40°C se qui ci sono +30°C …….o dobbiamo credere che i parametri fisici perché si formi la condensa sono recentemente cambiati? Non è vero che il vapore acqueo si può allargare! Al massimo può scomparire nel giro di pochi minuti, basterebbe avere un minimo di onestà intellettuale per. Non si può neanche dire che i voli commerciali dagli anni 90 sono aumentati. Ciò non è vero e, anche se fosse, è decisamente anomalo che in alcuni giorni posso contare 30 voli che si incrociano (proibito!) in 1 ora, mentre in altri non ne passa nessuno così basso da essere ben visibile. Il traffico aereo (quello civile) è meno intenso di quanto si possa pensare, basterebbe spendere 2 minuti del proprio tempo per verificarlo, e in ogni caso l’intensità dovrebbe essere pressoché costante nei giorni della settimana. Poi lei dice che “manca anche una singola evidenza o prova scientifica… o fattuale”; io penso che manca semplicemente perché non viene effettuata alcuna ricerca dalle autorità preposte! Le ricerche anche semplici da poter fare sono tante, se soltanto ce ne fosse la volontà. Finchè mi sarà permesso di pensare con la mia testa e guardare con i miei occhi, non potrò fare a meno di notare questa incredibile e anomala realtà: passa 1 aereo che rilascia una scia bianca e persistente, dopo decine di minuti quella stessa scia è ancora là, che anziché dissolversi si allarga all’infinito per ore; nel frattempo decine di altri aerei simili hanno fatto la stessa cosa, disegnando griglie in cielo e formando una nuvolaglia che rende perlaceo e malato il cielo. Non sono io che devo portare la prova scientifica di quello che vedo, ma dovete essere voi a spiegarmi cosa sta succedendo sopra la mia testa! Non credo ad una parola della sua non-risposta, e per quel che mi riguarda continuerò a chiedere la verità. XXXXXX XXXXXX 18 aprile 2011″

Chi non volesse fermarsi alla “risposta” dell’ARPAT (coinvolta anche in questo “simpatico” progetto)…



Fonte

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