Scorie da Casaccia all’Itrec: Sogin chiarisca ed eviti enfasi mediatica su investimenti del decommissioning

Gli amministratori Sogin sono in giro nei centri nucleari italiani per presentare il proprio piano industriale con i relativi investimenti per le opere di decommissioning delle centrali e messa in sicurezza dei depositi e degli altri impianti nucleari (come l’Itrec di Rotondella). È loro compito, infatti, sistemare in sicurezza i rifiuti radioattivi italiani dopo la stagione del nucleare italiano già bocciata dal popolo italiano con ben due referendum nazionali, nel 1987 e nel 2011. Il piano industriale di Sogin per il decommissioning è presentato nei comuni nuclearizzati alle organizzazioni imprenditoriali come occasione economica e di sviluppo del territorio. Una forma di promozione delle attività nucleari nei comuni che il nucleare già lo ospitano, in vista del futuro investimento nazionale collegato al deposito nazionale di scorie nucleari. Quest’ultimo, poco gradito alle popolazioni e già respinto in Basilicata per ben due volte (negli anni 1978/80 a Stigliano nel 2003 a Scanzano Jonico).

Giacchè si stanno spendendo soldi pubblici derivanti dal versamento in bolletta (codice A2) dei cittadini per operazioni di messa in sicurezza di rifiuti altamente pericolosi, non possiamo mediaticamente accettare come occasioni di sviluppo per i territori il decommissioning (http://www.sogin.it/Articolo/86), ma semmai come sacrificio economico delle popolazioni, per rimediare agli errori di governi che hanno sbagliato le scelte energetiche di una nazione. I rifiuti in genere, e soprattutto, quelli nucleari, non hanno mai portato benefici ai territori ospitanti, se non problemi di sicurezza e impatto negativo sulle economie locali.

Invitiamo invece la Sogin a fornire chiarimenti sul tentativo di trasportare all’Itrec altre scorie nucleari dal centro di Casaccia di Roma e dell’annullamento in proposito di una gara per il riutilizzo della piscina dell’Itrec (notizia riportata da numerosi quotidiani nazionali). Su tale attività nessuna notizia o informativa è stata mai fornita dalla Sogin stessa ai tavoli della trasparenza e la stessa Regione, con le cabine di regia dell’assessore regionale all’ambiente, Agatino Mancusi, si è mai preoccupata di chiarire la questione, al fine di tutelare la Basilicata dal tentativo di trasformare l’Itrec in un deposito provvisorio/definitivo.

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