In migliaia per lo show di Santoro l’urlo di Benigni: “Siete l’Italia migliore”

Gran folla a villa Angeletti a Bologna per i 110 anni della Fiom. Sul palco Serena Dandini, Vauro, Michele Travaglio, Corrado Guzzanti, i Subsonica, Daniele Silvestri. Parlano lavoratori, precari e studenti. Landini: “Referendum contro legge ad aziendam”. Il giornalista: “Ci dobbiamo riprendere il nostro futuro

In migliaia per lo show di Santoro l'urlo di Benigni: "Siete l'Italia migliore"

ROMA – C’è un prato gremito di
gente. Ci sono migliaia di persone. Ci sono lavoratori, precari e
studenti: tutti ugualmente “incazzati”. Ci sono Serena Dandini, Michele
Santoro e Vauro. Ci sono le bandiere della Fiom. E anche Roberto Benigni
che grida “l’Italia s’è desta”. E la musica. E c’è il lavoro e la sua
dignità. Eccola la serata evento “Tutti in piedi, entra il lavoro”. Dopo
il successo di ‘Raiperunanotte‘ il conduttore di Annozero
torna a farsi sentire. Al fianco della Fiom che celebra i suoi 110 anni
a Villa Angeletti, a Bologna. Tanta gente con lui: comici, giornalisti,
musicisti, attori ma anche gente comune come le operaie della Omsa di
Faenza, ricercatori e precari. “Michele, ti devo riportare in Rai, ho
anche un euro che ho prestato a Garimberti” attacca la Dandini esibendo
una maglietta con scritto ‘Rai Pride’ e ironizzando sul “covo di
comunisti” che la circonda.

Si comincia con Vauro e con un video
in forma di fiction sull’intervista ad una delle ragazze delle feste ad
Arcore, proiettata sui maxischermi. Poi si passa al lavoro. E al
precariato. Si parte dall’ormai nota performance del ministro Renato
Brunetta contro i precari (“questa è la peggiore Italia 1“).
Sul palco sale Maurizia Russo Spena, la stessa alla quale il ministro
ha girato le spalle: “Caro ministro, io sono una precaria e rappresento
il fallimento del suo modello di svilluppo. Adesso se la vedrà con la piazza” (IL VIDEO) 2.

Quella
stessa piazza che si infiamma sentendo un giovane ricercatore costretto
ad andare all’estero per trovare un lavoro. Che applaude un lavoratore
della Fincantieri. Che si spella le mani per gli studenti che reclamano
un futuro. Che ascolta il segretario della Fiom Maurizio Landini che
manda un messaggio al Lingotto e al governo: “Se la Fiat riuscirà a far
approvare una legge ad aziendam per mettersi al riparo dalle cause
contro gli accordi di Pomigliano e Mirafiori, noi raccoglieremo le
firme per un nuovo referendum e le respingeremo”. Sui megaschermi
scorrono le immagini di We want sex, il film sulla lotta,
vittoriosa, delle operaie inglesi della Ford per la parità salariale,
quelle di Crozza che imita Marchionne (che da queste parti non riscuote
molti consensi…). Daniele Silvestri canta Gaber. Elisa Anzaldo, che
ha abbandonato la conduzione del Tg1 perché stufa di nascondere le
notizie su Berlusconi, racconta come scatta la censura dalle parti di
Minzolini (imitato a seguire da Max Paiella).

Sul palco si
mischiano spettacolo e politica. Si passa dal “mafioso” Corrado Guzzanti
alle parole al pm Antonio Ingroia. Da Marco Travaglio alla musica dei
Subsonica. Santoro si fa vedere alle 22.50. E lo fa per annunciare
Roberto Benigni. “L’Italia s’è desta – grida l’attore correndo sul palco
accompagnato dal boato della gente. Cita Rimbaud e Primo Levi, Benigni,
e rende omaggio alla piazza e ai lavoratori: “Voi siete l’Italia
migliore. Il lavoro è prezioso, il diritto al lavoro è una cosa sacra e
ogni legge che attenti al lavoro è un sacrilegio”. Poi, rivolto a
Santoro ironizza: “La Fiom a villa Angeletti? Dove dorme il segretario
della Uil? Michele stai facendo un uso criminoso della Fiom”. Infine una
sferzata alla Rai con il paragone tra i calciatori coinvolti
nell’inchiesta sul calcioscommesse al direttore generale della Rai:
“Entrambi stanno danneggiando volontariamente la propria squadra per
farla perdere..”.

E poi, a chiudere torna Santoro in tuta da
operaio che si vrivolge a Berlusconi “presidente operaio”. “Lei sta
facendo di tutto per farmi diventare un disoccupato, ma non ci
riuscirà”. L’inzio di un discorso in cui racconta il cambiamento della
condizione operaia negli ultimi vent’anni parlando come un operaio. “I
nostri salari sono rimasti fermi ma il Paese non cresce, allora non era
colpa del mio salario, ai miei figli ho dovuto dire non ho i soldi per
l’università, e ci avete portato via la cultura, ci avete portato via il
quartiere, le case popolari, gli asili. Una volta andavamo al mare ora
le spiagge sono di pochi, ci avete portato via la fabbrica perché è
arrivata la finanza”. Poi passa alla televisione. “Perché non abbiamo
spaccato tutto? Perché mio figlio sta davanti alla tv un po’ annoiato?
Perchè in tv il lavoro, i lavoratori non ci sono. In televisione ci
avete fatto mangiare cibi troppo semplici”. “C’è stato un consigliere
Rai che ha presentato un ordine del giorno molto semplice: ha detto
‘Santoro vuole fare la sua trasmissione per un euro, perché non
accettiamo?’ Allora presidente Berlusconi, io voto perché Santoro resti
in Rai, alzo la mano perché resti in Rai. Allora Bersani, che mi stai
simpatico, contale anche tu queste 30 mila mani che si alzano perché
Santoro resti in Rai”. Ed allora, la conclusione del Santoro-operaio:
“Ci dobbiamo riprendere tutto quello che ci avete tolto: l’aria, il
mare, la scuola, il nostro futuro”.

Fonte: La Repubblica

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